Il museo ornitologico "Ferrante Foschi"
La storia di un uomo e della sua passione
museo1
Ferrante Foschi cominciò la sua Raccolta Ornitologica nel 1934 con una Ghiandaia marina, un Tarabuso ed un Airone cenerino cedutigli dal Prof. Pietro Zangheri. Allora, a 19 anni, l'allievo era probabilmente rimasto affascinato dalla poliedrica "onniscienza" del Maestro e questa, unita all'innata passione per la caccia, lo aveva spinto ad interessarsi sempre più al mondo degli uccelli. Oggi può sembrare innaturale ed anacronistico arrivare all'ornitologia, quindi a studiare ed amare gli uccelli, tramite la caccia, ma non bisogna dimenticare che cinquant'anni fa il problema protezionistico era assai meno sentito e la figura dell'ornitologo era spesso caratterizzata dal collezionista che si procurava anche personalmente i pezzi per la sua raccolta. Così era Arrigoni degli Oddi, indiscusso maestro della "vecchia scuola" e così era qui in Romagna per i predecessori e maestri del Foschi: Brandolini a Ravenna, Malmerendi a Faenza, Blanc Tassinari a Dovadola e lo stesso Zangheri a Forlì. Un incontro determinante per la continuazione della collezione fu quello con Vittorio Dal Nero, celebre preparatore dell'Arrigoni degli Oddi, durante il servizio militare a Verona, il quale, ormai anziano, gli cedette buona parte della sua raccolta privata. Quella volta la città scaligera perse la buona occasione di procurarsi ottimo materiale per i suoi musei per quanto, poi, ebbe modo di rifarsi ampiamente della perdita proprio con le collezioni forlivesi dello Zangheri. L'acquisizione della collezione Dal Nero segnò l'inizio di un lungo periodo nel quale Ferrante Foschi riuscì ad acquistare, spesso a prezzi irrisori, importanti collezioni private locali. A questo proposito su una rivista dei settore, nel 1979 egli stesso scriveva: «Mi sia riconosciuto il merito di aver salvato quanto le pubbliche amministrazioni hanno rifiutato». Ciò gli permise di arricchire enormemente la collezione anche con quelle specie presenti solo negli angoli più remoti dei nostro lungo ed accidentato Paese. La collezione oggi riveste una particolare importanza per la completezza con cui rappresenta l'avifauna italiana ed è un ausilio indispensabile per chi svolga ricerche e studi avifaunistici nazionali e locali. Vi si trovano infatti le specie estinte o più rare delle varie zone geografiche italiane con particolare interesse per Piemonte, Trentino, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Puglia, Sicilia e Sardegna. Ciò è dovuto, in alcuni casi, all'assidua attenzione con cui Foschi studiò l'avitauna di alcune zone italiane (Puglia - Sardegna) in decine di spedizioni tra il 1940 ed il 1980, oppure al fatto che aveva acquistato in queste regioni vecchie collezioni frutto di svariati decenni di ricerche locali. Le collezioni più importanti che hanno contribuito ad arricchire la Raccolta Foschi, oltre a quella di Del Nero, furono anche: Dallagiacoma di Predazzo, Vici di Arcevia, Ragionieri di Firenze, Rasoini di Firenze e Trischitta di Messina. A queste vanno aggiunti centinaia di soggetti provenienti da altre collezioni, a volte precedentemente acquisiti dalle collezioni già citate ed a volte ottenuti da scambi spesso portati a buon fine con l'ausilio di Renzo Ragionieri che, grazie alla sua fama di grande preparatore, era al corrente di tutto ciò che c'era "di buono" nelle varie collezioni italiane. Si trovano, così, nella raccolta Foschi uccelli provenienti da molte altre prestigiose collezioni come: Arrigoni degli Oddi, Rainotti, Biggeri, Castelli, De Romita, Dini, Favero, Ferragni, Festa, Gambotti, Gragnani, Massagli, Orlando, Pazzuconi, Picchi, Pierotti, Priolo, Roberti, Schettino, Ugolini ed altri ancora. Molti soggetti di queste collezioni portano la firma dei più grandi tassidermisti italiani, primi tra tutti, Dal Nero, Cimballi, Magnelli, Ragionieri padre e figlio, ma anche Bainotti, Berardi, Dugone, Levrini, Maiani, Ruffilli, Teodorani e, ultimo in ordine affabetico, ma non certo per valore tassidermistico, lo stesso Zangheri.
Museo F. Foschi Via Pedriali 12 - Forlì tel. 054327999 - www.arif.it/museo.htm E' visitabile tutti i giorni, ad esclusione del lunedì e del sabato pomeriggio, dalle 9,00 alle 12,30 e dalle 15,00 alle 18,00